La Stazione di Varigotti

 

 

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Visibile ancora oggi nei paraggi della Chiesa parrocchiale, l'edificio chiuse definitivamente i battenti trent'anni fa, nel 1977, dopo lo spostamento della linea ferroviaria nella galleria a monte.
Vi si accedeva per mezzo di una scalinata da Via della Stazione, una traversa dell'Aurelia su cui si affacciavano attività commerciali come il Panificio ( che si trovava sull'altro lato rispetto ad oggi ), e la Pensione Mariella con annesso il bar ( in quegli anni uno dei locali più frequentati ).
Un piccolo tornante permetteva ai veicoli di salire al livello della strada ferrata per l'eventuale carico e scarico delle merci.
Era una tipica stazioncina di Riviera, con palme e fiori lungo i marciapiedi a fianco dei binari, e una piccola sala d'aspetto abbellita da stampe in bianco e nero di Varigotti.
Con due binari soltanto non rappresentava certo un nodo ferroviario di primaria importanza. Tuttavia, se si pensa che allora la linea del Ponente ligure correva pressoché tutta su un unico binario, anche la Stazione di Varigotti finiva per avere un suo ruolo nella gestione delle coincidenze e degli interscambi.
Il passaggio dei treni costituiva di per se una piccola attrattiva, a cominciare dai lunghi e variopinti convogli internazionali con vagoni letto e ristorante, fino a quelli diretti verso le colonie estive, con i bambini affacciati ai finestrini per salutare. E ancora il treno degli ammalati per Lourdes, con le tendine abbassate e la croce rossa dipinta sopra le fiancate. C'era poi il velocissimo Trans Europ Express, composto da due sole vetture di colore bianco e verde. Con le sue forme aerodinamiche, i vetri azzurrati e le torrette panoramiche sfrecciava attraversando Varigotti in una manciata di secondi.
Alla stazioncina facevano capo i due passaggi a livello del paese. Uno si trovava a ponente, a fianco dell'Aurelia dove ancora oggi parte il sentiero per la Selva. L'altro a Levante, all'inizio della via che sale alla Chiesetta medievale di San Lorenzo.
Dopo la chiusura della stazione, il terrapieno trovò una destinazione come parcheggio per le auto e con il passare del tempo anche come sede del mercato all'aperto.
Per favorire l'accesso dei veicoli vennero spianati due dei cinque caratteristici sottopassaggi ferroviari ( tra cui quello del Parco degli Ulivi ), realizzati con volte di mattoni.
Oggi, nelle giornate in cui c'è scarso movimento di auto, il parcheggio sulla ex-ferrovia offre l'occasione per una passeggiata, con la possibilità di osservare il paese in tutta la sua lunghezza, da una posizione un po' sopraelevata. Proseguendo ancora attraverso la vecchia galleria ferroviaria di Punta Crena ( sotto al promontorio del Castello ), si arriva fino ad affacciarsi sullo scenario di Capo Noli e della Baia dei Saraceni.
Quasi a simboleggiare un legame tra passato e presente, i treni corrono adesso in galleria circa duecentocinquanta metri sotto l'altopiano delle Manie, sulla verticale della Chiesetta di San Giacomo che si trova a pochi passi dalla Grotta preistorica dell'Arma.

sg

    

 

(inviataci il 16 dicembre 2007)

 

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