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LUGLIO 2006

 

3/7/2006 «Un pranzo al sacco e una pizza la sera mangiare in quattro al ristorante è proibitivo»

quelli del picnic

 

Finale. Turisti, camper e parcheggio selvaggio. In Riviera è davvero scoppiata l'estate. Spiagge affollate per il primo week end di luglio, soprattutto da turisti piemontesi, ma il ponente è meta anche di gitanti genovesi e di qualche straniero, anche se l'ondata più massiccia deve ancora arrivare.
Superlavoro per i vigili urbani soprattutto a Bergeggi e Spotorno, dove i blocchetti delle contravvenzioni sono andati via come il pane, visto il serpentone di auto ferme sul ciglio della strada, anche nei tratti più stretti e disagevoli.
Tanti, anzi tantissimi i camper. Le aree attrezzate di Spotorno e del finalese sono praticamente esaurite fin da venerdì sera, ed anche lungo l'Aurelia la presenza di camper è pressoché continua, in particolare al Malpasso, anche se almeno per il momento non si sono verificati i problemi di viabilità che hanno caratterizzato i periodi più caldi delle scorse estati.
Insomma, la stagione turistica sembra decollare. Ma chi sono i frequentatori della Riviera in questo inizio di luglio? Soprattutto giovani e famiglie in gita, che si fermano qualche giorno prima di far ritorno in città e riprendere a lavorare o a studiare. Molti, però, intendono farsi rivedere da queste parti anche nei prossimi mesi.
Paola e Mirko sono arrivati venerdì sera in moto da Alessandria nella casa finalese della famiglia di lei, e oggi ripartiranno.
«Impegni di università, purtroppo - spiega la giovane turista -. Ma tra due settimane torniamo, e ci fermiamo un po' di più: finalmente in vacanza».
Il colorito non è ancora quello propriamente estivo.
«No, è vero. È la prima volta che riusciamo a prenderci un week end. O meglio, siamo venuti ad aprile, poi basta».
Un panino sulla spiaggia a mezzogiorno e una pizza la sera. È questo il menu di molti giovani, ma la tendenza al pasto fai da te è confermata anche dalle famiglie.
«In quattro aggiungere anche il pasto di mezzogiorno al costo della mezza pensione sarebbe un vero salasso - spiega Alberto Baldi, torinese in vacanza con moglie e figli -. Anzi vorrebbe dire dover rinunciare al week end al mare. Con il caldo che abbiamo sofferto nelle ultime settimane e con i bambini piccoli, non abbiamo voluto perdere l'occasione. Torneremo ancora».
Per le ferie? «No, ad agosto andremo in Calabria, ma prima un'altra scappata in Riviera vogliamo farla».
Molti sono arrivati venerdì sera, ovviamente prima della partita che i più hanno visto sul televisore portato da casa e piazzato davanti al camper. E già venerdì scorso in autostrada si è registrato un traffico intenso, anche se scorrevole, con le prime code ai caselli. E proprio in occasione dell'inizio di luglio l'Autofiori ha sospeso tutti i cantieri che fino ai giorni scorsi comportavano scambi di carreggiata e marcia a corsia unica, in particolare nel tratto tra Spotorno e Finale. Anche questo è un chiaro segnale dell'estate che ormai è scoppiata.
Luca Rebagliati

 

IL SECOLO XIX

 

4/7/2006 TRA VARIGOTTI E FINALE
Sosta selvaggia multe e proteste sulla via Aurelia


FINALE L. Oltre 200 multe per divieto di sosta e numerose rimozioni di automezzi in sosta selvaggia. Fine settimana di «fuoco» fra Finale Ligure e Varigotti. La polizia municipale ha fatto intervenire, più volte, quattro carro attrezzi nelle 48 ore. Lamentele da parte degli autisti dei bus di linea della Sar e dell'Acts che hanno incontrato non poche difficoltà a transitare nella zona del Malpasso. In tilt la rampa d’accesso al porto per i mezzi in sosta selvaggia. Occupate, dalle moto, anche le gallerie fra il Malpasso e Finalpia. A protestare, di contro, per la troppa severità dei vigili urbani, sono stati molti dei turisti multati. Segnalazioni, per l'alta dei mezzi in transito in via Caprazoppa, fra la Piaggio e l'incrocio con il campo Viola. «In molte ore del giorno e della notte questo tratto che provinciale è senza controlli, in mano a motociclisti ed automobilisti dall'acceleratore facile», dicono alcuni abitanti della zona».

a. r.

"LA STAMPA"  

 

13/7/2006 Frontale a Varigotti: otto persone coinvolte

 

Una donna genovese di 56 anni, T.M., si e' procurata un trauma facciale ed e' ricoverata in prognosi riservata a titolo precauzionale all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure dopo essere rimasta coinvolta in un incidente stradale accaduto ieri sera a Finale Ligure che ha provocato ben altri sette feriti. L'incidente e' accaduto fra Varigotti e il porto di Capo San Donato. Due auto, una Bmw e una Honda, si sono scontrate frontalmente. Tutti i feriti sono stati trasportati al pronto soccorso del nosocomio pietrese. Solo la donna e' piu' grave degli altri feriti residenti a Genova, Milano e Torino. Coinvolto anche un pietrese che era a bordo di uno scooter. Il traffico è rimasto bloccato parzialmente per circa mezz’ora.

r.c.

 

SAVONANEWS

 
17/7/2006 FINALE, PER RIFONDAZIONE E’ IL «VIA ALLA SPECULAZIONE». CDL: «TUTELA IL PAESE»
Piaggio e Ghigliazza E’ scontro fra i poli
Polemiche roventi sull’approvazione del Puc


FINALE L.

Quello approvato mercoledì notte è un Piano urbanistico comunale che «garantisce la massima tutela del territorio» (tesi del centro destra) o una «speculazione ed una svendita del territorio» (tesi di Rifondazione)? Il dibattito si infiamma. Gianni Muraglia, capogruppo di maggioranza, spiega: «Lavorando bene, in modo trasparente, di concerto con le categorie, le associazioni, gli esperti, i cittadini, si è potuto migliorare molto il Progetto preliminare nei suoi aspetti negativi confermandone invece quelli positivi, ottenendo così un impianto se non ottimale sicuramente equilibrato ed attuabile. Il Puc definitivo garantisce la massima tutela del territorio, consente concrete e non ipotetiche prospettive di sviluppo, nell’ottica della salvaguardia dell’occupazione industriale e nel potenziamento delle possibilità turistiche, prevede il soddisfacimento delle croniche carenze di infrastrutture del territorio. Consente in modo realistico il ritorno dei finalesi alla loro città, calmiera il mercato della casa, agevola il presidio ambientale e la fruizione delle campagne da parte di coltivatori. Per l’area Piaggio prescrive che nulla cambi se non ci sono i presupposti (e cioè il piano industriale approvato da tutti), e che sia possibile pensare alla trasformazione solo con reali garanzie, consentendo la delocalizzazione e il potenziamento dello stabilimento, il reperimento degli standard non solo per il nuovo quartiere ma per l’intera città, il miglioramento paesistico e di immagine, la connessione progettuale con le aree Ghigliazza». Sul fronte opposto, Roberto Grossi (Rifondazione) attacca: «Incassiamo una piccola vittoria, giacché sono state accolte alcune importanti modifiche da noi richieste: l’eliminazione dell’assurda discarica in Valle Aquila, del raddoppio del porto, pericoloso per il litorale di Varigotti, della lottizzazione sull’Altopiano de le Manie. Ma il quadro, nel suo complesso, è drammatico: approvando questo Puc il centrodestra ha scelto di continuare sul progetto di speculazione e di svendita del territorio predisposto dalla giunta Cervone, rettificando aspetti secondari ma lasciando di fatto inalterato tutto l’impianto (errato, confuso, inadeguato ed incoerente, secondo Grossi) del piano dell’amministrazione precedente, rifiutandosi in molti casi di recepire addirittura le correzioni proposte da Regione e Provincia. E’ quindi un Piano che va respinto in toto perché va respinta la sua filosofia di base, che prescinde dalle risorse e dalle reali necessità del territorio e della popolazione per assecondare meri interessi economici particolari. Nulla è stato fatto per dimostrare la sostenibilità degli interventi previsti sulle aree Piaggio e Ghigliazza. Siamo sgomenti in particolare dell’inutilità, e anzi del danno per la cittadinanza, della mera speculazione edilizia dell’ex cava Ghigliazza. Inoltre la lottizzazione Ghigliazza rischia di essere in palese contrasto o addirittura di compromettere l’operazione Piaggio». «A fronte di un abnorme aumento del carico insediativo, indotto dal futuro delle aree Piaggio e Ghigliazza (stimato in 3 mila nuovi abitanti), in una città che ha già oltre 7 mila seconde case e vede il numero degli abitanti ridursi di anno in anno, appare inoltre incomprensibile - conclude Grossi - le ulteriori previsioni di aumento del carico insediativo diffuse in tutte le zone della città. Si costruisce ovunque».

"LA STAMPA"

 

18/7/2006 IL SINDACO RICHERI INSISTE SULLA GALLERIA DELLA CAPRAZOPPA. I VERDI ATTACCANO SUL PARCO: «INASCOLTATE LE NOSTRE RICHIESTE»
Finale, l’Aurelia non sarà spostata
Passerà ancora nel centro di Varigotti, accolte le richieste degli abitanti


FINALE L.

Il tracciato della via Aurelia in centro a Varigotti non sarà modificato. E’ una delle novità contenute nel nuovo Piano urbanistico comunale di Finale approvato di recente dal Consiglio.
L’amministrazione del sindaco Flaminio Richeri insiste per la nuova galleria al di sotto della Caprazoppa da far realizzare con il Piano urbanistico di recupero delle ex cave Ghigliazza. I Verdi, intanto, scatenano la polemica sul Parco del Finale. Circa la metà delle quasi 200 osservazioni al Puc, discusse in Consiglio, erano stata presentate da cittadini di Varigotti. Le richieste, accolte dall’attuale amministrazione di centro destra, avevano lo scopo di fermare lo spostamento della via Aurelia. La precedente amministrazione di centro sinistra aveva previsto, con l’attuazione del Puc, di spostare il tracciato della statale all’interno, in linea di massima lungo il vecchio tracciato della ferrovia. Quest’indirizzo aveva provocato molte polemiche. Quanto alla Caprazoppa, con le osservazioni al Puc l’amministrazione Richeri ha previsto la realizzazione della galleria che dovrebbe unire la zona antistanze l’attuale sede della Piaggio con il rettilineo al confine fra Finale e Borgio. A costruire il tunnel dovrebbero essere gli attuatori del recupero delle ex cave Ghigliazza. Per farlo questi ultimi dovrebbero ricevere in contropartita una consistente numero di metri cubi di nuovi insediamenti residenziali da realizzare. Ma sull’ipotesi della galleria sono molte le perplessità espresse anche dall’assessorato regionale all’urbanistica. «E’ stata confermata la galleria sotto alla Caprazoppa, per noi è qualificante per il fronte mare delle aree Ghigliazza. Nel caso non si potesse fare, per scelte degli organi superiori, riteniamo non compatibile, con il sito, il porticciolo. L'Aurelia dovrà in ogni modo arretrare», ha detto il vice sindaco Giovanni Ferrari. Il portavoce dei Verdi, Gabriello Castellazzi, attacca: «Nel nuovo Puc non sono recepite le richieste dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, del Wwf e di molte altre associazioni che si sono attivate con osservazioni tese alla valorizzazione del territorio attraverso l’istituzione del Parco del Finale. A questo punto, non si capisce come la Regione potrà accettare questa mutilazione, quando tale prospettiva è oggi inserita nel Piano Territoriale Provinciale e nel Programma stesso della giunta Burlando». In ogni caso il Puc dovrà ancora essere vagliato dalla Regione. Nessuna modifica per il tracciato dell’Aurelia nel centro di Varigotti

«Registriamo nei confronti del Santa Corona diverse prese di posizione provenienti da consiglieri comunali di Albenga che mettono in cattiva luce l'ospedale, con accuse di slealtà, di egemonia e di bramosia nel voler fagocitare le vicine strutture ospedaliere». A dirlo è Alessandro Enrico, segretario aziendale Fials del nosocomio pietrese. Prosegue: «Tutte queste affermazioni sono prive di fondamento. Sarebbe meglio se il futuro dell'ospedale del comprensorio albenganese venisse discusso senza gettare fango sugli altri. Ricordiamo che buona parte del ricavato della vendita del Marino Piemontese sarà destinata all'ammodernamento tecnologico dell'ospedale di Albenga. La struttura in vendita non ha nulla a che fare con il comprensorio ingauno, ha sempre servito la popolazione del Finalese e, se fosse stata posta in vendita dopo la chiusura, avvenuta nell'82, il ricavato sarebbe stato diversamente destinato, ospedale Santa Corona compreso».
m. bel.

"LA STAMPA"

 

18/7/2006 Annegato un giovane di Varigotti

Il giovane aveva deciso d’immergersi un’ultima volta prima di ritornare in Italia


Bello, biondo, pazzo per il mare. Una di quelle persone che il mare ce lo hanno dentro, che quando vogliono stare in pace con se stesse, riflettere, decidere si tuffano e in apnea stanno sotto nell’infinito blu, felici. Era così nei ricordi dei parenti e degli amici Nicola Gurlino trentacinque a novembre, torinese, da tempo residente in Liguria. Il suo corpo è stato trovato in una insenatura a Capo Mursetta, dieci chilometri a Sud di Calvì nella Corsica occidentale, ieri mattina. La notizia della morte del sub è rimbalzata a Varigotti, dove il ragazzo abitava, solo nel tardo pomeriggio. E non è arrivata direttamente alla famiglia (commercianti di via Carlo Alberto). Racconta il padre Pier Enrico: «Nicola era in vacanza con amici; loro sono partiti domenica, lui si è fermato un giorno in più. Ieri mattina all’alba si è fatto portare in una insenatura per pescare. Due ore più tardi un altro sub lo ha trovato morto. Ha avvertito la titolare del camping che ha telefonato agli amici che erano già andati via». Questi ultimi infine hanno rintracciato la sorella Cecilia. Il padre, che stamattina parte per la Corsica, non riesce a spiegarsi che cosa sia accaduto: «La Gendarmerie non ci ha chiamato. Parto senza sapere come è morto Nicola. Era in una forma fisica eccezionale, amava e conosceva il mare. Forse ha preso un pesce troppo grosso e pur di non mollarlo si è sfinito». Il ragazzo potrebbe essere annegato, trascinato verso il fondo dal pesce. Temerario lo era sempre stato, temerario e generoso. Poco più che ventenne aveva salvato una coppia finita in mare con l’auto a Capo Noli. Era notte. Aveva sentito le urla e senza pensarci si era tuffato da venti metri nel buio. Aveva portato a riva la ragazza poi se ne era andato. Un po’ di tempo dopo in una trasmissione televisiva l’aveva ritrovata, una bella scena e si era preso anche la medaglia d’argento al valor civile. Di Varigotti era una colonna: non c’è chi non abbia comprato un polpo da lui, o preso lezioni di nuoto, o imparato a scendere in apnea. E ieri sera al Varigotti’s bar i ragazzi stavano lì immobili, sfatti, in lacrime a parlare di lui, del suo mare, della sua forza, della sua voglia di sfide. Abitava al villaggio Olandese con la madre e la sorella. Una vita da marinaio accanto, sovrapposta a un’altra tutta diversa da consulente finanziario. Nicola Gurlino si era laureato in Economia e Commercio a Parma e lavorava nel settore. Ma nulla poteva cancellare la passione per quell’esistenza «altra», più libera, più forte. Il padre ne parla al presente e racconta: «Lui è uno che entra in mare e sta sotto due-tre minuti in apnea così come se nulla fosse, anzi come se fosse più che naturale».


"LA STAMPA"

 

20/7/2006 L'ultimo viaggio con Nicola

Gli amici del sub morto in Corsica ricordano la grande passione con cui si immergevano nel mare di Varigotti per indimenticabili battute di pesca

 

Finale. «Nicola era innamorato,nte del mare e della pesca subacquea in apnea. Un professionista di questo tipo di pesca, specialità rischiosa se viene praticata in solitudine. Nel freezer, custodisco ancora dei pesci che Nicola aveva preso venerdì, prima di partire per la Corsica e che terrò in suo ricordo». Trattiene l'emozione Roberto Cesti dei "Bagni Nuova" di Varigotti ricordando Nicola Gurlino, il ragazzo residente a Torino, dove lavorava, ma varigottese di adozione che, lunedì scorso, ha perso la vita nel mare della Corsica dove era andato con altri due amici per praticare pesca in apnea. Nicola e Roberto si erano conosciuti quest'anno, ma immediatamente tra di loro, proprio grazie alla grande passione per la pesca in apnea, si era instaurata una bella amicizia funestata da questa tristissima fatalità. «Nicola era passato da noi prima di partire per il mare corso - dice Roberto Cesti che solo da poco tempo ha smesso di praticare la pesca in apnea -. Ci aveva lasciato dei pesci appena pescati e noi gli avevamo imprestato una borsa frigo. Lui carinamente, come era nel suo stile, ci aveva promesso che l'avrebbe riportata piena di pesce. Siamo sgomenti ed increduli per quello che è accaduto». Ed altrettanto incredulo è Gianluca Musso, savonese che, insieme a Antonio Coppola di Roma, era andato in Corsica con Nicola per praticare la pesca in apnea. I tre ragazzi avevano passato tre giorni nel campeggio "La Murghetta" a 20 chilometri da Calvi. Gianluca conosceva Nicola da tre anni ed insieme erano andati a pescare anche sul relitto della Haven. Una tragedia inspiegata che fa riemergere un dolore già vissuto da Gianluca che in passato aveva perso un amico, sempre in quel "funesto" mare dell'isola francese. «Io ed Antonio siamo tornati domenica per motivi di lavoro, mentre Nicola voleva rimanere ancora un giorno - Gianluca è sordomuto ma non vuole che la morte di Nicola passi inosservata e chiede l'intervento di un amico che lo aiuta a raccontarci quell'ultimo viaggio insieme - Una sincope lo ha ucciso nelle acque tra Galeria e Calvi. E' la seconda volta che il mare di Corsica mi ruba un amico. Non si trattava di uno sprovveduto o di un maniaco delle profondità ma di un ragazzo come tutti noi che è stato tradito da una grande passione che tutti noi condividiamo».

 

"IL SECOLO XIX"

 

21/7/2006 Botteghe storiche

 

Finale. Sono sette i commercianti di Finale che, a pochi giorni dallo scadere del bando regionale, hanno già presentato all'ufficio commercio del comune la domanda per inserire la propria attività nel nuovo Club delle botteghe storiche finalesi. Un'iniziativa fortemente voluta dall'assessore alle attività produttive, Angelo Berlangieri, per valorizzare ulteriormente il settore commerciale che è tra i più qualificati della Riviera, premiando quelle attività "storiche" che da oltre cinquant'anni sono operative in città. Questi i negozi fino ad oggi iscritti al censimento delle botteghe storiche: "Ciro e Gabriella", negozio di casalinghi e di articoli da regalo di via Nicotera 19 e "Vini e Liquori" di via Nicotera 57, entrambi a Finalborgo; la Merceria ed Intimo di via Porro 23 e il negozio di giocattoli e articoli sportivi di via Drione 16 a Pia; la Drogheria Oliveri in piazza V. Emanuele II 12 e la Latteria Fedi di via Garibaldi 24 a Finalmarina ed in ultimo il negozio di frutta e verdura in via Aurelia 93 a Varigotti. Il termine per la presentazione delle domande, che porteranno a fare il censimento delle botteghe storiche cittadine, è fissato a lunedì 31 luglio. Il Comune esaminerà le domande presentate e valuterà quali hanno i requisiti per entrare a far parte del club. Per poter ottenere la qualifica di bottega storica è indispensabile che si sia svolta la stessa attività nello stesso locale per almeno 50 anni, a prescindere dagli eventuali mutamenti di gestione e di proprietà e che sia evidente la presenza di arredi e/o attrezzature e/o documenti che testimonino la durata nel tempo di tale attività. Gli esercizi commerciali che entreranno far parte del club potranno esporre una specifica targa e accedere a finanziamenti per interventi di restauro conservativo, sulla base dei criteri determinati dallo stesso ente regionale.
S. An.


"IL SECOLO XIX"

 

22/7/2006 Cambierà il tracciato della condotta fognaria

Finale. È stata approvata la variante al progetto per la realizzazione dell'allaccio della fognatura di Finale al depuratore consortile di Savona. Tra le modifiche più evidenti c'è lo spostamento del tracciato della condotta a Spotorno che invece di interessare la statale Aurelia, come era stato predisposto nel progetto originario, interesserà alcune strade adiacenti comunali. Si eviterà in questo modo di bloccare il traffico sulla strada principale e di creare in questo modo impedimenti alla circolazione. E nelle modifiche è stato formalizzato anche lo spostamento, a Varigotti, della tubazione dalle ex aree ferroviarie all'Aurelia, in quanto la prima ipotesi avrebbe ostacolato i progetti dell'amministrazione che, nelle aree di risulta delle ferrovie, vuole realizzare parcheggi e aree verdi. La variante al tracciato più consistente riguarda il comune di Vado dove il passaggio della condotta interesserà anche l'area portuale.

"IL SECOLO XIX"

 

25/7/2007 Varigotti, acqua con il contagocce

L'eccessiva richiesta mette in crisi l'acquedotto. Alcuni operatori turistici hanno rimediato realizzando in proprio vasche di accumulo
Rubinetti asciutti negli alloggi dei piani alti. Problemi per gli alberghi

Finale. Per circa due ore, sabato e domenica sera, a partire dalle 20.30 e poi anche ieri mattina fino alle 9.30, varie zone di Varigotti, hanno dovuto fare i conti con un calo di pressione generalizzato d'acqua che ha provocato disagi soprattutto a chi abita nelle palazzine, ai piani superiori al secondo ed ad alcuni ristoranti ed alberghi cittadini.
La zona più colpita è stata quella del borgo nuovo, lungo via degli Ulivi, ma anche nel borgo vecchio, ieri mattina, sono stati parecchi i residenti che sono dovuti uscire di casa senza potersi fare la doccia. Intanto il comune di Finale che è corso immediatamente ai ripari, ha sottolineato che l'emergenza non è stata provocata da una mancanza d'acqua ma, in primis, ad un eccessivo consumo dovuto al caldo e all'afflusso di turisti ed in secondo luogo dal fatto che, nelle ore in cui le pompe non funzionavano, si verificava un troppo pieno che ha fatto sprecare l'acqua che si è riversata in un rigagnolo. «Per il prossimo fine settimana attiveremo le pompe per un maggiore numero di ore in modo da evitare gli sprechi ? ha precisato l'assessore Massimo Gualberti -. Inoltre per il prossimo anno è in corso un progetto per sdoppiare l'impianto che oggi serve anche il rione di Pia». Intanto le lamentele dei cittadini hanno evidenziato una situazione che non è sporadica per Varigotti ma che si ripresenta ogni estate. «E' sempre la solita storia che si ripete da almeno cinque anni ? dice Giulio Binacchi che abita sull'Aurelia vicino alla farmacia -. In estate quando c'è molta gente e le piogge calano, a Varigotti c'è mancanza di pressione e chi abita oltre il primo piano deve mettere in conto che prima o poi resterà senz'acqua. Ieri mattina fino alle 9.30, in tutta la zona dai rubinetti non scendeva neppure un filino d'acqua».
Anche i clienti che occupavano i piani a partire dal terzo fino al quinto dell'Hotel Plaza, situato a pochi metri dalla farmacia di Varigotti, questo fine settimana, sia sabato che domenica sera, hanno dovuto fare a meno dell'acqua dopo le 20. «on è il primo fine settimana che abbiamo questo problema ? dice Eva dell'Hotel Plaza ? anzi direi che è una situazione che si ripresenta spesso». Se l'è cavata meglio Andrea Oliveri dell'hotel Holiday di via Ulivi: «Per ovviare a questo tipo di disagio ci siamo dotati di una vasca di scorta che sopperisce alle carenze dell'acquedotto».
Ed anche il ristorante Ferrin ha attuato la stessa tecnica così da non doversi trovare in difficoltà nei momenti in cui c'è più lavoro. A trovarsi "nelle canne" questo fine settimana è stato Bruno Gonella del ristorante "La Caravella": «Con il calo di pressione che si è registrato, abbiamo dovuto tribolare un bel po' perché i nostri forni a vapore hanno smesso di funzionare ? ha sottolineato Gonella -. Non c'è stata mancanza d'acqua nel ristorante ma, ieri mattina, fino alle 9.30, abbiamo registrato il problema a casa, sia io che abito in via degli Ulivi che mio figlio che risiede nel centro storico al terzo piano».
A minimizzare è il sindaco Flaminio Richeri: «Problemi dovuti all'eccessiva richiesta ma tutto dovrebbe essere rientrato nella norma».
Silvia Andreetto

"IL SECOLO XIX"

 

 

27/7/2006 SICCITA’ ALCUNI PROBLEMI E DISAGI SI SONO GIA’ VERIFICATI AD ALBENGA, ALASSIO, VARIGOTTI E VEZZI PORTIO. E’ GIA’ CORSA AI RIPARI

 

Giorni a rischio idrico per il Ponente savonese. Le scarse precipitazioni dell’inverno e della primavera scorsi, l’afflusso turistico che si segnala in crescita (seppur leggera), la calura che induce ad un maggior consumo sono tutti fattori che fanno temere il peggio. La sinistra espressione «black out idrico» è dietro all’angolo? Ogni giorno arrivano segnali preoccupanti. La rottura dell’acquedotto di Vadino d’Albenga, sulla riva destra del fiume Centa, i lavori alle tubature che hanno fatto mancare per una giornata l’acqua nella frazione Moglio d’Alassio, la mancanza di pressione nelle tubature finalesi che hanno messo in crisi i piani alti delle case a Varigotti, Vezzi Portio ove il sindaco emette una ordinanza che vieta l’uso dei rubinetti dalle 21,30 alle 6,30. C’è di che preoccuparsi, anche perché soprattutto sul medio periodo le falde ormai emunte lasciano prevedere tempi di vacche magre, con il cuneo salino che risale verso l’interno della piana albenganese. Gli acquedotti comunali aumentano i prelievi e potenziano anche le pressioni nei tubi con contraccolpi e guasti. Per non dire dei «prestiti» d’acqua che alcuni Comuni (come quello di Albenga) fanno nei confronti di altri (come ad esempio quello di Ceriale). Ad Albenga l’Ilce, la società che gestisce le risorse idriche, ha annunciato proprie in queste ore di aver raddoppiato la pressione nei pozzi di regione Cantone, riuscendo così a passare a 9 atmosfere, grazie alle quali è garantito, per ora, il rifornimento a San Giorgio e a Pratogrande. Sempre grazie al risollevamento di regione Cantone è garantita pure l’alimentazione della frazione di Campochiesa. Ad Alassio, Roberto Socco, presidente della Sca (la società di rifornimento idrico cittadino), avverte: «Per ora la nostra stazione di pompaggio di regione Sgorre ad Albenga, che trae da 6 pozzi a raggiera, sta dando i giusti quantitativi. Ma dobbiamo prendere provvedimenti radicali prima che sia tardi. Abbiamo conferito proprio ieri incarico al geometra Duzzi e all’ingegner Milani affinché facciano un progetto di emungimento dalla zona del villanovese, usando per l’adduzione i due tubi da 350 millimetri a suo tempo da noi messi sotto l’asfalto delle gallerie dell’Aurelia bis». Preoccupazione è stata espressa circa un mese fa dal vicesindaco di Villanova d’Albenga, Pietro Balestra, che auspicava un consorzio fra i Comuni dell’Ingaunia per decidere tutti insieme l’uso delle risorse idriche del comprensorio. La Piana di Albenga si prepara ad affrontare un’eventuale emergenza idrica «Il nuovo impianto della fognatura, già due volte, il 13 e il 21 luglio, è esploso spargendo rifiuti organici solidi e liquidi sui terreni e nei fossati, provocando danni enormi. Chi li paga questi danni? I cittadini o Vazio e Tabbò». Così accusa il consigliere di minoranza Roberto Schneck, che sulla vicenda presenterà una interpellanza volendo verificare chi abbia la responsabilità del collaudo dell’opera. Schneck dice: «Mi chiedo con disgusto, come il vicepresidente del Comitato civico di San Giorgio, Giorgio Moreno, abbia potuto non accorgersi e denunciare tutto questo». Il vicesindaco Franco Vazio, assessore ai lavori pubblici, ha dichiarato: «Non c’è stata nessuna “esplosione”. L’inconveniente si è verificato in occasione dell’ultimo temporale che ha comportato il guasto delle pompe a mare. Durante questa interruzione di due ore abbiamo attivato una scarico alternativo. Ora tutto è normale».
r. sr.

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LA STAMPA"

 

 

     

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 2006: giu - mag - apr - feb - gen - 2005 dic - nov- ott- set- ago- lug- giu